E’ dura svegliarsi alla mattina da un sogno bellissimo e dimenticarlo in un attimo. Credo che più o meno tutti sognano (scusate il gioco di parole ) di registrare i propri sogni o di rivedersene qualcuno. Per avere così la possibilità di riguardarseli con calma più tardi… o magari chissà condividerli con altre persone.
Dei ricercatori del Computational Neuroscience Laboratories in Giappone sembra che abbiano trovato un modo per visualizzare tramite un computer delle immagini provenienti dai nostri sogni… per ora si parla solo di immagini, ma d’altronde vorrei vedere… anche solo questo è già abbastanza stupefacente non credete?
E secondo il team che si sta occupando di questo progetto le innovazioni non si fermano semplicemente ai sogni, ma andrebbero anche oltre: infatti grazie a questa tecnologia sarebbe possibile scoprire anche i segreti più nascosti di qualsiasi individuo.
Oltre a una macchina mostra-sogni quindi, si trasformerebbe anche in una cattivissima macchina della verità.
Anche se per ora il gruppo è riuscito solamente a mostrare quello che una persona vede attraverso i propri occhi, le cose descritte sopra non sono pura fantasia… ma un probabile futuro nemmeno troppo lontano.
“Questa è la prima volta al mondo che è possibile visualizzare cosa vedono le persone attraverso le loro attività celebrali.” ha dichiarato il team che si occupa del progetto.
Mah, forse tra qualche anno diventerà normale anche vedere social network per postare i propri sogni e vedere quelli degli altri… o forse stanno solo delirando?
Vagando per il web mi sono imbattuto in due giochi semplicemente imperdibili. Si chiamano Auditorium e Hotel 626… spero non siate al lavoro perchè se scegliete anche solo di provare uno di questi due perderete senza accorgervene un sacco di tempo!
Il primo si chiama Auditorium, a mio parere in assoluto uno dei migliori flashgames a cui abbia mai giocato. In questo gioco musicale ci troveremo a gestire un fascio di luce, che dovrà essere modificato in modo tale da passare attraverso alcuni sensori. Ad ogni sensore corrisponde una traccia musicale “di base”, che insieme alle altre formerà una canzone (il cui genere varia tra l’ambient e la trance), ovviamente lo scopo di ogni livello è proprio fare passare il fascio di luce attraverso tutti i sensori tramite alcuni cerchi che potremo spostare a nostro piacimento. Ogni cerchio ha una funzione ben precisa, alcuni spostano la luce verso destra, altri verso l’alto o il basso e altri ancora semplicemente l’attirano… con l’avanzare dei livelli i sensori assumeranno colori diversi e dovrete fare in modo di colorare la luce di conseguenza. Ah, Auditorium tra le altre cose ha anche una grafica fanstastica, inutile che vi trattenga con ulteriori descrizioni… giocateci subito.
Il secondo gioco che vi volevo segnalare è Hotel 626, un gioco con tematiche horror e sopratutto a grafica reale. Dovrete affrontare vari livelli (per un totale di 9) per riuscire a fuggire da varie situazioni. Il gioco è molto semplice, ma allo stesso tempo fatto talmente bene da fare paura per davvero in certi momenti. I creatori del gioco fanno in modo di lasciarvi giocare solo dalle 6 sera alle 6 del mattino, un po’ per aumentare il fattore paura e un po’ perchè è un idea davvero figa.
Più che un gioco, Hotel 626 lo definirei un’esperienza… se poi disponete di microfono, cuffie e webcam diventa tutto ancora più interessate… e reale!
Torniamo a parlare di robotica con Motoman SDA10, un robot giapponese molto preciso (e allo stesso tempo rapido nei movimenti) in grado non solo di assemblare vari oggetti… ma anche di cucinare!
Motoman è stato in esposizione durante una recente fiera dedicata alla robotica che si è svolta a Osaka, in Giappone. Questo robot, alto circa 135cm, probabilmente ha stupito parecchi passanti mostrandosi occupato a cucinare l’Okonomiyaki un piatto giapponese… ma diciamocelo, non è la prima volta che vediamo un robot preparare qualche prelibatezza. Quello che mi ha stupito di più di Motoman è la velocità con cui riesce ad assemblare gli oggetti, nel video sopra (anche se è velocizzato) ad esempio potete vederlo impegnato nell’assemblaggio di una fotocamera, partendo da zero.
E non è tutto, è anche in grado di imparare nuovi comandi come un certo HOAM-3 (robot di cui vi ho parlato qualche tempo fa qui), con la differenza che per insegnare a Motoman basta usare la propria voce.