EPORO rappresenta uno di quei casi nei quali la tecnologia sorprende per davvero. Si tratta di un robot prototipo presentato dalla Nissan alla Expo di Tokyo che propone una caratteristica davvero sorprendente, oltre che un design simpatico e attraente.
Imparando dal comportamento proprio dei pesci in branco, questo piccolo robottino ha assimilato la capacità di muoversi “ in branco “ evitando delle pericolose collisioni. Tutto questo è possibile grazie a dei sensori speciali progettati dalla Nissan.
Chiaramente di per se la notizia è interessante, ma diventa sorprendente quando si scopre che l’azienda ha intenzione di applicare la tecnologia alle autovetture di un prossimo futuro, incrementando esponenzialmente la sicurezza del conducente, passeggeri e pedoni.
Insomma una tecnologia utile e che sorprende per davvero, tutta concentrata in piccoli robot dall’aspetto simpatico.
Il futuro della tecnologia sa essere semplicemente sconvolgente delle volte. Mi riferisco ad esempio al nuovo progetto della Nokia, realizzato dal designer Sebastian Müller presso il centro Nokia Research Center di Helsinki.
Nia è un dispositivo di comunicazione robotizzato che tende a rendere più intuitiva la stessa comunicazione quotidiana. Il dispositivo si prenderà cura della e-mail, dei messaggi, chiamate o notizie, in maniera istantanea. Si adatta alle esigenze dell’utente ed in base a queste si comporta. I servizi che può fornire come detto sono numerosi, e grazie al display visivo Nia potrà essere personalizzato ulteriormente.
Ma la cosa chepiù sorprende in Nia, non sono tanto i servizi che offre, quanto il modo attraverso il quale l’utente può controllare l’apparecchio, in base alla distanza dallo stesso.Nia è in grado di passare molto rapidamente dalla modalità a riconoscimento vocale a quella touch-screen. In modalità touchscreen, il robot può essere utilizzato come un tablet PC per compiti più complessi.
Il nuovo genito della nokia assomiglia ad un incrocio tra un robot, computer, telefono, cellulare e sistema RSS!
Torniamo a parlare di robotica con Motoman SDA10, un robot giapponese molto preciso (e allo stesso tempo rapido nei movimenti) in grado non solo di assemblare vari oggetti… ma anche di cucinare!
Motoman è stato in esposizione durante una recente fiera dedicata alla robotica che si è svolta a Osaka, in Giappone. Questo robot, alto circa 135cm, probabilmente ha stupito parecchi passanti mostrandosi occupato a cucinare l’Okonomiyaki un piatto giapponese… ma diciamocelo, non è la prima volta che vediamo un robot preparare qualche prelibatezza. Quello che mi ha stupito di più di Motoman è la velocità con cui riesce ad assemblare gli oggetti, nel video sopra (anche se è velocizzato) ad esempio potete vederlo impegnato nell’assemblaggio di una fotocamera, partendo da zero.
E non è tutto, è anche in grado di imparare nuovi comandi come un certo HOAM-3 (robot di cui vi ho parlato qualche tempo fa qui), con la differenza che per insegnare a Motoman basta usare la propria voce.
Dalla Cina, ci arriva una notizia che ha dell’incredibile e definisce alla perfezione il concetto di genio. Wu Yulu, un contadino cinese di 46 anni ha progettato e costruito un vero e proprio esercito, composto da ben 26 robot… completamente da solo!
Costruire robot, è sempre stato il suo passatempo preferito per eccellenza, nonostante Yulu abbia un livello di istruzione elementare. Un hobby che coltiva da più di 30 anni e che gli ha permesso con il tempo di migliorare sempre più le sue creazioni. Il primo robot che ha costruito (nominato da lui Wu No.1) ha richiesto molti anni di lavoro, ed era in grado di muoversi a piccoli passi slittando, senza nemmeno poter alzare le sue gambe. Dalla sua prima creazione, le successive furono sempre più sofisticate e complesse, tanto che Yulu è arrivato a realizzare robot in grado di arrampicarsi, suonare strumenti musicali, versare da bere e addirittura scrivere!
Per continuare a costruire robot sempre più avanzati (e soprattutto a lui utili), purtroppo è stato costretto a venderne alcuni per questioni economiche, anche se Yulu gli considera come dei figli: infatti tutti (dal primo al ventiseiesimo) portano il suo cognome prima del loro numero.
Tra tutti e 26, il suo favorito è quello che vedete nella foto qui sopra: Wu No.25, la sua penultima creazione, in grado di trainarlo in giro con un autonomia di ben 6 ore.
Il robottino che vedete qua sopra non è un progetto futuro o un concept, ma è già realtà. Attualmente viene usato in Iraq dalle guardie dei carceri, e addirittura sul campo di battaglia… vediamo di cosa si occupa.
Recon Scout, è un robot che si può comandare a distanza. Viene usato principalmente per attività di spionaggio dagli SWAT o dai soldati sul campo di battaglia (è molto resistente, infatti riesce a resistere a delle cadute di oltre 10 metri). Attualmente anche molte prigioni della California, hanno già pianificato l’acquisto di questo robot, per tenere controllati i detenuti e quindi per prevedere situazioni “scomode” come ad esempio delle risse, e risolverle immediatamente. E’ dotato di visuale notturna e si attiva rimuovendo un piccolo perno, in modo che non si possa spegnere accidentalmente quando andrà ad affrontare le sue missioni.
Di certo come ci si può aspettare non è economico, Recon Scout infatti costa più di 5000 euro, ma ha già aiutato le autorità a risolvere più di una volta, molte situazioni pericolose.
Nonostante sia interessante osservare il continuo e inevitabile progresso tecnologico, ogni tanto risulta altrettanto interessante dare uno sguardo al passato… Ad esempio, Quando naque il primo robot?
L’idea di costruire robot è molto più antica di quanto si possa immaginare: già nel corso del 1700 alcuni orologiai provarono a costruire dei manichini semoventi e nel 1738, un inventore francese, Jacques de Vaucanson, riuscì a costruire alcuni automi compresa un’anatra-meccanizzata che secondo i documenti dell’epoca, riusciva a riprodurre lo stesso organismo di un’anatra vera.
Se questa notizia si rivelerebbe autentica, l’anatra di Vaucanson sarebbe il primo robot costruito sulla faccia della terra.
Invece per quanto riguarda i robot moderni, uno dei primi di loro è stato Shakey (foto sopra), costruito da alcuni ricercatori di Stanford nel 1966. Grazie ad un computer ed una videocamera, questo robot era in grado di afferare e posizionare oggetti in pile verticali. Successivamente nel campo della robotica, gli studi si concentrarono sullo svilippo di un intelligenza artificiale, tanto da riuscire a creare un giocatore di scacchi virtuale potenzialmente imbattibile, che riuscì a sconfiggere anche il campione mondiale in carica nel 1997.
E oggi, che progetti sono attivi nel campo della robotica? Tantissimi: uno dei più sorprendenti è HOAP-3 uno dei primi robot in grado di imparare, poi c’è il progetto Robocup che punta a creare 11 robot in grado di battere la squadra di calcio campione del mondo nel 2050, Asimo dell’Honda (uno dei più famosi, nonchè il robot bipede più intelligente al momento) e molti altri…
Di robot ormai se ne vedono tanti in giro per il web e un giorno, potrebbe diventare realtà vedere robot che girano tranquilli per le nostre città. Ma con tutti quelli che si vedono questo ha qualcosa di diverso… perchè è in grado di imparare.
In questo video ci viene mostrato HOAP 3: un robot in grado di imparare a compiere azioni che gli vengono insegnate da qualche umano… non è molto fluido nei movimenti ma resta sempre molto interessante da vedere i robot di questo genere all’azione.
Nel video gli viene insegnato a cucinare un omelette e nella parte finale del video il robot la prepara completamente. Anche se il robot non è in grado di lavorare senza l’aiuto di un umano, credo che con il passare del tempo possa diventare sempre più autonomo.
Devo dire che i robot mi sono sempre piaciuti fin da bambino, e anche questo settore insieme ad altri settori tecnologici migliora giorno dopo giorno. Ed ecco quindi che ho pensato di segnalarvi questo video che ci mostra un robot molto più “umano” rispetto ad altri.
Il robot che vedete nel video sopra è REEM-B prodotto dalla azienda spagnola Pal Technology Robotics… si può dire che non è il solito robot che si vede nei video in giro per il web.
Infatti REEM-B non solo raccoglie oggetti senza problemi, ma è il primo robot bipede in grado di capire la posizione di mobili e muri “disegnandosi” una sua mini mappa interna, per fare anche in modo non solo di evitare ostacoli e superare gradini ma anche di capire in base alla sua mappa la strada più veloce per arrivare dove voi l’avete mandato.
Per prendere al meglio gli oggetti ha 10 piccoli motori per ogni dito e può trasportare oggetti pesanti il 25% del suo corpo, rendendolo uno dei robot bipedi più forti del momento.